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13 March

Possiedi un terreno dove si caccia?

La risposta è no.
La legge statale n°157/1992, art.15 dice chiaramente che chiunque possieda un fondo non chiuso (dove i cacciatori possono entrare anche contro la tua volontà) ha diritto ad un rimborso per tale servitù. La regione non ha mai attuato tali rimborsi. Sono circa 70€ ogni ettaro, per gli ultimi dieci anni, più gli interessi.

Vedere riconosciuto questo diritto è semplice.

Il primo passo è inviare una raccomandata A/R alla propria regione dove si chiede che venga corrisposto tale contributo.
Calcola quanto ti spetterebbe di rimborso.

La Regione Veneto, a seguito delle numerosissime richieste, a fine dicembre del 2012 ha dichiarato che avrebbe rispettato il suo obbligo, ma solo per quanto riguarda l’attuale piano faunistico-venatorio (2007/2012), e non anche per gli anni precedenti.
A nostro parere è una limitazione illegittima, poiché il diritto al contributo esiste ed esisteva fin dal 1992.
A tale scopo abbiamo avviato una raccolta di adesioni per una azione collettiva (class-action) contro la regione per vedere interamente rispettati i diritti dei cittadini
Non ci sono costi o rischi per tale azione, e non ci sono cifre da anticipare.
Tutto quello che bisogna fare per veder riconosciuto il proprio diritto è inviare la raccomandata A/R.
Per informazioni su come ottenere il rimborso sulla servitù venatoria scrivi o contatta il Comitato Protezionista Veneto:
Mail: venetorimborsoterreni@yahoo.it
Oppure telefona al numero di telefono 3489952822
Visita la pagina del sito: http://www.faunalibera.it/2012/12/01/la-servitu-venatoria/
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F.A.Q. – Domande frequenti

D: Chi ha diritto a ricevere il rimborso?
R: Chiunque possieda un terreno, coltivato o meno, che sia sottoposto alla servitù venatoria.

D: E io come faccio a sapere se il mio terreno è sottoposto a sta servitù venatoria?
R: Semplice, per l’ordinamento italiano è “territorio di caccia” qualsiasi terreno a meno che non sia esplicitamente escluso. Sono esclusi: Dipendenze di residenze e fabbricati, oasi naturali, parchi, fondi chiusi. Per fondo chiuso si intende completamente recintato con recinzione alta almeno 120 centimetri o separato da un corso d’acqua perenne il cui letto deve essere fondo almeno 1.50 metri e largo non meno di 3 metri.

D: Io avrei un terreno che non e recintato, ma non ho mai visto un cacciatore andarci. Posso chiedere comunque?
R: Si, poiché il cacciatore potrebbe comunque andarci. Il rimborso è dovuto a prescindere. Comunque il fatto che nessun cacciatore ci sia mai andato fa supporre che tale terreno sia escluso per altri motivi, quindi raccomandiamo di verificare attentamente di non trovarsi dentro un oasi o un parco.

D: Ma quindi i cacciatori devono pagare per entrare nei terreni altrui?
R: Si, ma non direttamente. Il cacciatore paga le tasse di concessione venatoria, e una parte di queste la regione/provincia li dovrebbe usare per rimborsare gli agricoltori.

D: Io non ho terreni, sono in affitto.
R: Nel caso di terreni in affitto, ad avere diritto sono i conduttori dei terreni, quindi hai diritto al rimborso.

D: Io non coltivo i miei terreni, li ho dati in affitto.
R: In questo caso non avresti diritto al rimborso, ma potresti controllare da quanto tempo i tuoi campi sono in affitto. Se negli ultimi dieci anni hai coltivato direttamente i terreni (o una parte) allora hai diritto a quegli anni.

D: I miei terreni sono interamente o in buona parte a meno di 50 metri da una strada / 100 metri da una casa, e so che li i cacciatori non possono andarci.
R: Hai diritto lo stesso. Non è vero che il cacciatore non può andarci, quello che non può fare è sparare da quelle distanze (o andarci con arma carica). Ma può entrare, ad esempio per recuperare una preda o per stanarla, quindi il terreno è comunque soggetto alla servitù venatoria.

D: Ma da quand’è che c’è sta cosa?
R: Dal 1993. Cioè 24 anni.

D: Come faccio a sapere quanto mi spetta?
R: Abbiamo creato un programmino che calcola approssimativamente l’ammontare. Link al programma.
Spettano anche fino a 10 anni di arretrati. Con gli interessi.
A titolo di esempio, prendendo un’azienda agricola di medie dimensioni (~15 ettari di seminativo) gli arretrati sono di circa 15.000€, più circa mille euro all’anno per ogni anno a venire.
Per una azienda più piccola, diciamo 4 ettari di ortivo o serra, gli arretrati sono di circa 5.500€, più circa 400 euro all’anno per ogni anno a venire.

D: E perché la Regione/Provincia non mi ha mai dato i miei soldi?
R: La versione ufficiale è che “manca la norma attuativa”, e comunque “non ci sarebbero i soldi”. La norma attuativa però dovrebbe essere stata fatta dalla stessa regione/provincia, in teoria 24 anni fa.

D: E quindi cosa aspettano a farla, visto che qui un sacco di aziende agricole rischiano il fallimento, e casi di suicidi tra imprenditori non sono rari. Quei soldi farebbero comodo.
R: Evidentemente regolamentare le altane da caccia è più importante che aiutare le nostre aziende a sopravvivere, e quindi dare da mangiare alla gente.

D: Aspetta un attimo, se non ci sono i soldi, e tanta gente chiede sto rimborso, non è che poi tagliano altri servizi, come scuole, strade e ospedali?
R: No, ciò non deve succedere. Riassumendo l’art 15 della legge 157/92, i soldi del rimborso vengono dalle tasse di concessione venatoria. Quindi non è ammissibile che vengano dirottati fondi da altri servizi. Qualora un amministratore usasse tale scusa, mentirebbe sapendo di mentire, e quindi si tratterebbe di un ricatto bello e buono.

D: Cosa devo fare per vedere i miei soldi?
R: Brevemente, bisogna mandare una raccomandata alla regione chiedendo che ottemperino a tale loro obbligo. Per una spiegazione più dettagliata e per scaricare una copia della raccomandata basta andare qui: Guida per richiedere il rimborso servitù venatoria

D: È difficile ottenere il rimborso?
R: Già molte persone hanno avanzato la richiesta, e le istituzioni ostinatamente si stanno rifiutando di ottemperare ai loro obblighi. Questo però non dev’essere motivo per arrendersi. Specialmente di questi tempi, dove le istituzioni chiedono sempre più tasse, diventa una questione di principio.

D: E se dovesse essere necessario andare in tribunale? Mica c’ho voglia di impegolarmi in una causa, contro lo stato poi.
R: La causa sarebbe contro la regione, poiché è lei ad essere demandate a dare il rimborso. Comunque, proprio per aiutare il cittadino, non sarebbero organizzate tante azioni individuali, ma bensì una class-action, che ovviamente avrà un peso molto maggiore.

D: E le spese dei legali?
R: Le spese saranno anticipate dalla LAC (Lega Abolizione Caccia), la quale dopo la vittoria in tribunale chiederà solo una percentuale del rimborso.

D: E se la causa viene persa? / Come fate a essere certi di vincere?
R: Semplice, la legge è esplicita e in vigore, e la regione ha già dichiarato che pagherà. L’unica incertezza è l’ammontare reale del rimborso, pochè le regione o il giudice potrebbero decidere per valori ad ettaro diversi. Forse anche maggiori.

D: Ma perché posso chiedere solo gli ultimi dieci anni di arretrati, e non tutti e 24?
R: Perché quelli precedenti sono andati in prescrizione.

D: Non mi conviene aspettare e vedere come vanno le cose ad altri?
R: Forse. Sicuramente però si perdono anni di prescrizione (ogni anno che passa si perde il diritto al rimborso per il decimo anno, il più vecchio) e non è detto che tra qualche anno vi sia ancora la possibilità di avere a disposizione i legali che anticipano le spese.

D: Dove avete trovato i valori ad ettaro per i vari tipi di coltura? / Settanta euro ad ettaro per terreni seminativi? Così tanto?
R: Siccome la regione non ha mai dato attuazione a questa norma, per avere dei valori di riferimento ci siamo basati sui corrispettivi dati dalle aziende faunistico-venatorie ai proprietari dei terreni inseriti nella stessa, diminuiti di un 20%.

D: Voi dite che le Province sono delegate ad erogare il contributo sulla base dei criteri di cui alla lettera e), comma 6, dell’articolo 8 (legge regionale 50/93), che però non c’è.
R: Vero. Nel corso del tempo la legge è stata modificata più volte, e il riferimento ora è il comma 5 lettera f) sempre dell’articolo 8. Fatto sta che l’articolo 27 comma 1 invece non è stato aggiornato e dice ancora di andare a guardare la lettera e), comma 6, dell’articolo 8, e così noi riportiamo.
Comunque, per snellire le pratiche burocratiche, è meglio inoltrare la richiesta del rimborso direttamente alla regione.

D: Ho ereditato un terreno meno di dieci anni fa. Posso chiedere tutti e dieci gli anni di arretrati o solo dal momento in cui ho ereditato?
R: Gli eredi ereditano sia i debiti che i crediti, di conseguenza ereditano anche il credito con le istituzioni. Quindi si possono chiedere tutti e dieci gli anni.

D: Ho più terreni divisi in più provincie, come devo fare?
R: Dipende da cosa dice la legge regionale sulla caccia. Se questa non delega le provincie, allora basta inviare direttamente alla regione la raccomandata con tutti i riferimenti catastali; altrimenti, come nel caso del Veneto, sono le provincie ad essere indicate, quindi bisogna mandare una raccomandata ad ogni provincia dove vi è un terreno. Ad esempio, se ho due appezzamenti, uno a Belluno e uno a Vicenza, manderò una raccomandata ad entrambe, ognuna con la richiesta e i riferimenti catastali dei terreni per quella provincia.
Visto che le provincie, adducendo il fatto che affermano di non aver ricevuto delega dalla regione, si limitano a girare la richiesta a quest’ultima, si è deciso di inviare far inviare le richieste direttamente alla regione, snellendo così le lungaggini burocratiche

D: Quanto costa chiedere il rimborso?
Circa 5€, il costo della raccomandata da inviare e della carta. Eventualmente il costo delle visure catastali, se non si possiedono già.

D: Quanto vi fate pagare per i vostri servigi?
R: Nulla. I legali che seguiranno la class-action – qualora vi si ricorresse – riceveranno una percentuale del rimborso, mentre noi del Coordinamento Protezionista Veneto non richiediamo nulla. Il nostro scopo è il rispetto delle normative e della legalità.

D: Ma la class-action sarà fatta oppure no?
Dipende da come si comporterà la regione. A dicembre 2012 ha dichiarato che pagherà, ma solo per gli anni successivi al 2007. La posizione del CPV e dei legali è che il richiedente ha diritto a tutti gli anni di arretrati, poichè il diritto al rimborso è a prescindere dal piano faunistico venatorio (in esso è stabilito solo l’ammontare del rimborso stesso). Poi bisognerà vedere se la regione pagherà cifre ragionevoli per la servitù venatoria. Ad esempio 1€cent ad ettaro sarebbe una cifra ridicola, e quindi si ricorrerebbe certamente all’autorità giudiziaria.



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